Nota editoriale Questo articolo è stato il primo che ho pubblicato su AI di Provincia, ad aprile 2026. È rimasto com'è, perché racconta da dove sono partito. Nel frattempo ho capito una cosa che qui non dico ancora chiaramente: non sono rimasto in provincia per scelta, e questo blog non è una celebrazione della periferia. È il modo in cui trasformo un limite in materiale. Il Manifesto lo dice senza filtri.
Stavo chattando con un’AI. Non per lavoro, non per un progetto preciso — stavo cercando un modo per guadagnare qualcosa sfruttando l’AI, come fanno in tanti. E mentre scrivevo e leggevo, mi sono reso conto di una cosa strana: usavo questi strumenti da anni, quasi ogni giorno, da quando ero un ragazzino. Quasi un quarto della mia vita con l’AI sempre accanto. Eppure non ne parlavo con nessuno. Non c’era nessun posto dove farlo, almeno non per uno come me.
Il problema non è che non si parla di AI. Il problema è come se ne parla e a chi. In Italia, se non sei appassionato, se non ci lavori, se non hai tempo di seguire ogni aggiornamento, sei fuori. E quando finalmente senti qualcosa al telegiornale, è quasi sempre una storia di paura — robot che rubano lavoro, algoritmi che controllano tutto. Manca la voce di chi la usa davvero, ogni giorno, senza essere un esperto di Silicon Valley. Manca la prospettiva di chi vive in una realtà piccola e prova comunque a capire dove sta andando il mondo.
Qui non troverai guru. Non troverai prompt miracolosi o strategie per diventare ricco in trenta giorni. Troverai l’AI vista da provincia — quella vera, quella paesana, quella che non fa notizia ma che esiste. Articoli scritti per capire, non per impressionare. Uno spazio per chi si è perso qualcosa lungo la strada, perché l’AI corre veloce e nessuno ci ha aspettato. Questo progetto è nato per me, onestamente — perché mi fa bene scrivere, mi fa bene ragionare ad alta voce. Ma se vivi una realtà simile alla mia, credo che troverai qualcosa che ti appartiene.
Non so dove arriverà questo percorso. Ma so da dove parte: da una chat aperta sul computer, da una domanda senza risposta, e dalla voglia di raccontarlo a qualcuno.