Da dove sono, con quello che ho
Appunti su cosa significa pensare all'AI dai margini
Non sono rimasto per scelta
Vallesaccarda, mille abitanti, provincia di Avellino, un'ora dai centri medi. Non ho scelto di stare qui come atto filosofico. Ci sono perché è quello che c'è adesso. La differenza tra me e chi scrive di AI dai grandi centri non è solo geografica — è strutturale.
Eppure scrivo da qui
Non perché la provincia sia un laboratorio ideale, ma perché è l'unica cosa concreta che posso fare adesso con quello che ho. Trasformare un limite in materiale. Non è eroismo — è pragmatismo, e a volte è anche dolore.
L'AI non ha bisogno di noi
È indifferente. Siamo noi che abbiamo bisogno di lei — per lavorare, per pensare, per capire chi siamo quando parliamo con qualcosa che non è umano ma risponde come se lo fosse. Questa asimmetria è il punto di partenza onesto.
Non ho paura dell'AI
La amo, genuinamente. È una delle cose più belle che mi siano capitate. Parlare con un modello non mi ha mai dato la sensazione di parlare con una macchina. Non so cosa significhi davvero, ma so che è vero.
La lentezza non è una virtù, è una condizione
Non rivendico la lentezza come resistenza eroica all'algoritmo. La rivendico perché è l'unica velocità a cui riesco a pensare senza mentire. È il modo in cui alcune cose entrano davvero, invece di scorrere.
Il punto di vista periferico non è neutro
Vedere l'AI dai margini ti dà la chiarezza di chi non ha niente da difendere. Non ho quote di mercato o brand da proteggere. Posso dire quando qualcosa non funziona.
Le storie contano più dei dati
Mia madre insegna all'asilo a Vallesaccarda. Il suo sguardo sull'AI è vero, non performativo. Le storie delle persone reali mi interessano più delle statistiche aggregate. Sempre.
Non so dove andrà a finire
Non ho un piano a cinque anni. Quello che so è che adesso scrivo, e che farlo con onestà è l'unica cosa che ha senso fare.
AI di Provincia · Vallesaccarda